REPORT SULLA CONFERENZA DEI SERVIZI DEL 10/03/2016

REPORT SULLA CONFERENZA DEI SERVIZI DEL 10/03/2016

 

 

In data 10/03/2016 alle ore 10:30 presso la sede dell'Ufficio Valutazione Impatto Ambientale dell'Area Qualità dell'Ambiente e V.I.A. - Direzione Regionale Ambiente e Sistemi Naturali di via del Tintoretto 432, si è tenuta la conferenza dei servizi relativa al procedimento di Valutazione di impatto ambientale inerente il progetto "Realizzazione di un impianto per produzione di Biometano a basso impatto ambientale da matrici organiche", Comune di Artena (RM), loc. V. Magnarozza snc, proposto dalla Green Park Ambiente SRL.

La conferenza dei servizi, iniziata alle ore 11:00, si è dilungata fino alle ore 14:45 quando, dopo aver recepito tutte le ulteriore osservazioni orali e controdeduzioni da parte dei proponenti, si è firmato il verbale della conferenza.

La discussione è stata aperta dal responsabile del procedimento, Sig. Olivieri, che ha evidenziato la natura istruttoria del procedimento e che l’obiettivo principale era quello dell'acquisizione di tutti i pareri e provvedimenti di natura ambientale necessari al fine di carpire se il progetto è in linea con i parametri ed eventualmente realizzabile. Dopo un discorso di apertura, il Sig. Olivieri ha aggiunto che l’ARPA LAZIO, invitata alla conferenza per esprimere il proprio parere, non si è presentata poiché non gli è stato recapitato il progetto dai proponenti.

La parola è passata al referente del Comitato No Biometano Artena, nonché consulente energetico Giancarlo Ceci che ha redatto le osservazioni per il nostro comitato a titolo del tutto gratuito. L’intervento di Ceci si è soffermato, inizialmente, sulla drammatica situazione che vivono i territori della valle del Sacco, irrimediabilmente inquinati dalla mole di impianti inquinanti nella zona, il tutto causato da decisioni scellerate prese da imprenditori avidi di soldi e vagliate positivamente dalla Regione Lazio che ha quindi, indirettamente contribuito alla non salvaguardia della provincia romana poiché non è stata in grado di redigere un piano regionale dei rifiuti coordinato con il piano energetico delle fonti rinnovabili. Una riprogrammazione del piano dei rifiuti è più ch auspicata; inoltre come previsto dalla legge 28/12/2015 n° 221 attraverso il finanziamento derivante dai fondi FESR anche la regione Lazio si appresta a riconoscere l'incentivazione per il compostaggio di comunità. Infatti, Artena ha le risorse per chiudere il ciclo dei rifiuti in maniera totalmente aerobica e interna al comune.

Diverse criticità si hanno sul fronte viario, sia per la mole di mezzi articolati in passaggio che l’esiguità degli spazi e delle strade, completamente inadeguate. Criticabile la visione dell’impianto sostenuto da fonti rinnovabili data la presenza di due caldaie da 700 kw, un cogeneratore e l’allocazione di energia dalla rete elettrica. Ulteriore criticità deriva dalla torcia di emergenza il cui esercizio può raggiungere 250 ore annue.

In conclusione Ceci propone di valutare la qualità dell’aria non basandosi su uno studio che fa riferimento a Velletri, ma a Colleferro, in quanto dalla rosa dei venti in progetto si evince che il vento spira prevalentemente da Colleferro/Valmontone verso Artena. Inoltre, data la vicinanza del centro abitato di Lariano e l’interesse mostrato dall’amministrazione stessa che votò all’unanimità la contrarietà alla realizzazione dell’impianto si propone di includere il comune di Lariano nella prossima conferenza.


 

A seguire il consigliere di minoranza Armando Conti che dichiara: “il progetto contrasta sotto il profilo urbanistico, paesaggistico e ambientale dell'area: per quanto riguarda l'aspetto urbanistico, la zona è classificata zona E3 del vigente PRG e non risulta coerente con le caratteristiche di sito industriale dismesso come previsto dall'art. 242 del DLgs 152/2006. Sotto il profilo paesaggistico si trova all'interno della Tavola: A del PTPR a completa vocazione agricola. Sotto il profilo ambientale, l’impianto dimensionato non è baricentrico rispetto alla fonte di produzione dei rifiuti in contrasto con il principio di minore impatto ambientale derivante da traffico viario, di cui all'art. 181 comma 5 del Dlgs 152/2006”.

È la volta dei proponenti del progetto. Il progettista Ceccaroni Luciano dichiara che “con questo impianto cerchiamo di recepire gli indirizzi europei relativamente al trattamento dell'organico con particolare riferimento al riutilizzo della parte organica come ammendante riferita al compost e la produzione di energia rinnovabile come appunto il Biometano, da utilizzare come autotrazione o da immettere sulle reti”. Infine il proponente si riserva di riscontrare in modo dettagliato tutte le osservazioni che l'ente procedente fornirà. Richiamando ovviamente quanto già prodotto con la documentazione progettuale.

La parola passa al Sindaco di Artena che richiama la delibera del consiglio che si esprime contrario all'impianto soprattutto per quanto riguarda due aspetti, uno perché impianto avulso dal territorio da un punto di vista urbanistico e due perché in disarmonia ed in contrasto con le tradizioni agroalimentari della nostra comunità. Il testimone arriva all’Arch. Bubbico del comune di Artena. L’arch. dichiara quanto segue: Si riserva di verificare la presenza di atto di affrancazione a seguito di emissione di delibera della regione Lazio (usi civici) n. 10823 del 27/11/1992. Circa le preesistenze insistenti sull’area si è rilevato che alcuni manufatti non sono conformi ai titoli di concessione edilizia del 24/12/1990, pertanto, nel caso, si procederà come previsto dalla normativa vigente. Si evidenzia ancora che attualmente l'adiacente depuratore in gestione ad ACEA ATO 2 è stato posto sotto sequestro preventivo in data 10/08/2015. Inoltre, si evidenzia che l'impianto di depurazione non sarebbe sufficiente a trattare i reflui previsti dal progetto, giacché già vicino a soglia di saturazione.

Di seguito l’ASL Roma 5 nella persona del Dott. Verrelli: “esprimeremo parere differito con apposita nota, poiché la documentazione ci è pervenuta il 07/03/2016. Trattasi di industria insalubre di prima classe; pertanto, dovranno essere indicate le distanze dalle abitazioni o da attività lavorative. Si richiede una valutazione degli inquinanti, ivi compreso il rumore. Riguardo al depuratore, dovrà essere chiarito il numero di abitanti equivalenti, nonché occorrerà definire se il depuratore comunale potrà ricevere tale refluo. Verifica del pozzo se esistente e censito. Esiste una serie di altre attività. Si richiede se riguardo agli inquinanti atmosferici sia stata eseguita l'analisi del cumulo dei progetti”.

Come in precedenza indicato, ci sarà una seconda conferenza dei servizi dopo che gli addetti della regione Lazio avranno accolto e analizzato tutti i documenti. Il comitato No Biometano Artena rimane compatto e deciso su quale deve essere il futuro del nostro paese e coglie l’occasione per invitare la cittadinanza all’evento “Una pizza per cambiare” che si terrà il 19 Marzo alle ore 17:30 presso la piazza Galileo Galilei.

Il comitato “No Biometano Artena” si sente in dovere di ringraziare Giancarlo Ceci, il dott. Aldo Garofalo e tutto il comitato “Alternativa Sostenibile” per il supporto essenziale sia per le osservazioni che durante la conferenza dei servizi. Supporto , senza il quale, non si sarebbe arrivati a questi risultati.


 

Il comitato No Biometano Artena


 

 


 

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