Sanna ( Rinascita Per Colleferro): “ Basta con il ventennio delle destre, Colleferro ha bisogno di una nuova primavera”

Sanna ( Rinascita Per Colleferro):  “ Basta con il ventennio delle destre, Colleferro ha bisogno di una nuova primavera”

Abbiamo ascoltato Pierluigi Sanna, 25 anni,  consigliere comunale di opposizione   della Lista “Rinascita Per Colleferro”  sui problemi di quello che resta dell’ex comprensorio industriale di Colleferro e della sua  questione ambientale che ancora oggi resta un  tema irrisolto.

1)Il tuo impegno politico risale agli anni dell’adolescenza , ci dici un po’ come ti sei avvicinato alla politica e i motivi che ti hanno spinto ad impegnarti  anche nella propria comunità?

Credo che sia  dovuto  al fatto che sin  da piccolo sono stato spinto a stare insieme agli altri. Sin da bambino ho avuto un forte bisogno di socialità. Mio padre poi, pur non avendo una forte militanza politica alle spalle,  mi ha tramandato i valori della sinistra; dai 16 anni io  ne ho fatto una battaglia di vita. Di fronte a certi problemi  mi è sembrata una vigliaccheria scappare. Di fronte ai temi della qualità della vita e dell’ ambiente mi è venuto spontaneo prendere di petto la situazione delle mia comunità. Chi come noi è nato qui oppure in luoghi come Taranto, per fare un'altro esempio,  non può fuggire o  fare finta che tutto sia normale.  Crescendo poi  ho capito che i temi si intrecciano: l’ambiente e il lavoro per esempio. L’industrializzazione, che è stata la vita degli operai è stata anche la condanna degli stessi. E’ evidente però che solo una nuova “industria ecosostenibile” può far  rinascere la nostra città. Di certo non possiamo accettare che l’ex area industriale diventi un’area commerciale oppure residenziale come da tempo si sta cercando di fare.  Poi è chiaro che se inizi dalla questione ambientale che si intreccia come abbiamo detto con quella del lavoro non puoi che occuparti anche  di sociale come  delle politiche culturali del tuo territorio.  Nella nostra città che ha avuto una storia operaia forte ed un fermento culturale di un certo livello, oggi con la crisi nera che si vive, non  restano che due scelte: ho prendi la valigia e te ne vai oppure resti e devi reagire in qualche modo.

2)Colleferro era uno dei poli industriali più importanti di questo territorio. Colleferro ha avuto i suoi padroni e la sua classe operaia organizzata. Ora fa i conti con crisi industriali e delocalizzazioni. Cosa resta di questa storia e come vedi tu il futuro della città?

Della storia operaia della nostra città rimangono delle cose positive ed altre negative. Resta un territorio immenso, da valorizzare. Edifici anche di valore come l’auditorium di Morandi per esempio. Molti capannoni vuoti , pezzi unici come le Pagode che ospitavano le calandre. Resta feroce però il problema dell’inquinamento con i tre siti: Arpa1, Arpa 2 e Cava di Pozzolana.  La questione della bonifica che ormai è diventata  niente altro che una messa in sicurezza e che necessiterà di molti anni ancora . Ad oggi noi non sappiamo quanti cittadini sono contaminati dal β-HCH e non conosciamo i modi per espellere questa sostanza tossica (tranne le donne che lo passano ma nell’allattamento). Non so se ci rendiamo conto di quanto è drammatica questa situazione. Io poi non riesco a capire come non si facciano le analisi specifiche a tutta la popolazione.  Di cattivo quello che resta è proprio questo ed è terribile.

3)Delle tematiche ambientali ti occupi a tempo pieno da molti anni. Prima con L’U.g.i. ( Unione Giovani indipendenti)  ed ora dentro la Commissione ambiente del Comune di Colleferro.  Ti chiedo questo: la Valle del Sacco denominata “ Seveso bis” ha come epicentro Colleferro, con la sua discarica costruita attaccata ad una scuola superiore, due linee di incenerimento  ed un fiume distrutto, quali   soluzioni immagini per un territorio così disastrato?

Il problema va analizzato in maniera  articolata. Uno: bisogna capire le responsabilità dell’industria attraverso e dopo i due conflitti mondiali e poi le politiche fatte dagli anni ‘90 in poi. Dall’inizio degli anni ‘90 uno dei politici locali più influenti,  Silvano Moffa, ha scelto di sostituire l’industria con l’economia della “monnezza”. La costruzione di impianti di incenerimento dei rifiuti allo Scalo, la discarica attaccata ad una scuola superiore e viceversa (la stessa scuola che formava le persone che poi andavano a lavorare in fabbrica),  la previsione anche di un impianto di TMB ( che avrebbe prodotto CDR per  gli inceneritori) sono stati tentativi atti a chiudere un certo ciclo della “monnezza”, così da fare della nostra città un centro di smaltimento di rifiuti anche per la stessa Capitale. Questo per avere un ristoro ambientale in denaro che non ha portato alcun beneficio visto che è sfumato per  sciocchi spettacoli estivi e qualche sussidio in più. Questa nuova economia non ha creato alcuno sviluppo strutturale del nostro territorio. Ha dato vita a  pochissimi posti di lavoro e creato moltissimi danni. Io non giustifico “l’economia legata della fabbrica” che molto danno ha fatto ma almeno aveva un senso storico, produceva, sfornava maestranze competenti,  ora questo nuovo sistema è inconcepibile, suicida. Io sogno una comunità che raddrizzi la schiena, che si riappropri di quelle aree senza consegnarle alla speculazione edilizia ma destinandole invece alla ricerca, all’innovazione tecnologica, all’artigianato pesante, a produzioni senza emissioni. Sogno una comunità che chiuda il capito “monnezza” e rinasca nei rapporti sociali, nella cultura, nella legalità, nella progettualità, ne avremmo le capacità ed il diritto. Potremmo cambiare la storia della Valle del Sacco e forse non ci crediamo abbastanza.

4 )  Questa storia ha portato a due processi. A che punto sono?

La giustizia italiana ha i suoi tempi. Nel processo “ inceneritori” spero si arrivi al più presto ad una sentenza di condanna dei responsabili. Siamo alla fase dibattimentale anche se alcuni rinviati a giudizio ricoprono ancora incarichi all’interno delle strutture di appartenenza. Quello sulla “Valle del Sacco”invece è più complesso.

5)Dicevamo prima 20 anni di governo ininterrotto di governi d centro- destra, se dovessi fare un’ elenco quali sono le cose più gravi fatte da queste amministrazioni e quali sono gli errori fatti dalle sinistre nella città?

Questa personalità carismatica che era Silvano Moffa, il quale tutti conosciamo per la sua ribalta nazionale,  ha iniziato qui la sua scalata al potere. Lui ed altri hanno creduto che puntare ad una nuova produzione  fosse utopico e si dovesse giocare tutto sull’economia della monnezza. Oggi c’è uno studio scientifico (lo studio ERAS) che collega per la prima volta la presenza degli inceneritori all’aumento delle malattie in città. Vogliamo parlare della   discarica  vicina ad un parco naturale ed a una scuola come dicevamo prima?  Questa logica comunque gli si è ritorta contro. Faccio un esempio:  la società di trasformazione urbana (STU) della quale il Comune detiene il 100% delle azioni con il suo amministratore Elpidio Bucci non riesce a piazzare sul mercato i lotti industriali e commerciali che detiene vicino alla discarica, ed è stata quindi costretta ad abbassarne il prezzo. Lo devono trovare un imprenditore che compra dei lotti vicino alla discarica più grande del Lazio dopo Malagrotta! Non gli sarà di certo facile.   Se dovessi sintetizzare le tre grandi colpe del centro- destra a Colleferro direi questo: l’aver trasformato un’economia di produzione e precisione in un’economia della monnezza, l’aver sempre e solo favorito un grande imprenditore impedendo la nascita di una vera piccola e media impresa sul territorio e la scelta di indebolire il tessuto associativo e di aggregazione in città per spegnere eventuali dissensi, favorendo solo le occasioni di basso profilo culturale: le martufellate, Orietta Berti, insomma il popolo di Canale 5.  Un ‘altra scelta per esempio è stata sicuramente quella  di  mettere la biblioteca comunale lontana dal centro così da disincentivare la fruizione del sapere. Come non citare poi la questione del Parco del Castello; assieme alle associazioni siamo riusciti per ora a sventare la speculazione edilizia di quell’area bellissima.  Gli errori del centro-sinistra invece sono stati soprattutto quello di aver  sottovalutato  Silvano Moffa, non si credeva che nella città operaia per eccellenza potesse vincere e radicarsi un uomo di destra come lui. Non aver mai avuto l’onestà di riconoscere i propri errori elettorali, un consociativismo spinto soprattutto sulla questione GAIA, la mancanza di umiltà e di onestà intellettuale che ha portato ad andare ognuno per la sua strada ed a rompere il fronte unitario; questi sono a mio avviso gli errori maggiori da evitare anche in futuro. Il centro sinistra colleferino non si è mai rinnovato veramente, la maggior parte dei suoi esponenti fanno politica da troppi anni e non hanno più nulla da dire.

6)Situazione giovanile a Colleferro. Come vedi le aspettative del mondo giovanile a Colleferro, ci può essere da qui la rinascita della città oppure vedi solo rassegnazione?

Io credo che solo dai giovani può sgorgare la rinascita. Io vedo una forte inquietudine nelle fasce giovanili, quasi una rabbia repressa. Da noi ormai è ripresa l’emigrazione ed è ripresa in maniera forte. Nei contatti che mi capita di avere ci sono anche giovani figli di famiglie di centro -destra  che hanno capito che questo modello di sviluppo porta al suicidio. Nessuno ha più voglia di lasciare il potere al basso impero del clientelismo, comunque devo dire che  anche chi se ne va continua ad interessarsi della città. Noi, a mio avviso,  dobbiamo collegare le forze che viaggiano da sole, che sono poi le forze dell’intelligenza, e lavorare su tre argomenti: quello ambientale e sanitario, quello del lavoro e quello della cultura. Questa è la città dove si producono satelliti ad alta tecnologia e dove, allo stesso tempo, si clora l’acqua al volo perché non ci sono le vasche di decantazione.  Se dovessi concludere con  una speranza spero che l’amministrazione Cacciotti cada,  e che con l’aggregazione di forze nuove, magari alleate del centro- sinistra, si  possa regalare a questa città una nuova  primavera prima che sia troppo tardi. Quest’inverno è stato troppo lungo, dobbiamo costruire un futuro  diverso. 

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