Gianluca Caratelli : " Pallacanestro: passione e sudore di un sport popolare"

 

Gianluca Caratelli, classe 1975,  prima giocatore e poi allenatore di  basket lo abbiamo intervistato per far conoscere uno degli sport più interessanti e forse poco studiati e capiti.

Iniziamo chiedendoti da quanto tempo  fai l'allenatore di pallacanestro?

Dal 1998,  da quando ho l'attestato Fip sono un vero e proprio allenatore.  Nel 1988 io ho iniziato a giocare a pallacanestro perchè un mio familiare accorgendosi della mia altezza mi consigliò di provare a giocare a basket. Io ho iniziato quindi abbastanza tardi, ed in una realtà come la nostra dove la faceva da padrone il gioco del calcio ieri come oggi.   Ho giocato nella  Spes Monteacro(93-94) e poi dal 1994 in poi  a Palestrina dove ho fatto molti provini. Palestrina, c'è da dire per chi non lo spaesse,  ha una grande tradizione cestistica. Da lì sono arrivato poi alla Tib che è la squadra del Flaminio. Ora alleno lo sporting club di Saxa rubra. Prima ho acquisito l'attestato di allenatore di mini- basket. Ora mi sono formato alla Fip e qui ho acquisito l'attestato per allenare le squadre fino alla categoria B.

Ti è capitato di essere contattato  per fare  progetti di basket sul territorio?

Si, ma  erano delle iniziative estemporanee che sono morte subito Sul nostro territorio abbiamo avuto per anni una presenza importante nella tradizione cestistica  che  è stata Colleferro. Poi però questa è morta perchè è venuto meno l'uomo che  è stato l'animatore di questa iniziativa: Angelo Caratelli  e la BPD- Snia ha smesso di finanziare la squadra.

Come è essere un allenatore?

E' un'esperienza stupenda. Chi allena però, porta su di sè una grande responsabilità, quando si entra in campo devi far restare fuori i tuoi problemi personali, niente deve trasparire del tuo vissuto,  ai ragazzi va comunicata calma e senso di responsabilità. Devi essere capcae di valutare i ragazzi, devi essere capace di farti rispettare non perchè si è duri  ma per la propria autorevolezza. In campo si dice: “facciamo questo” e mai “fate questo “.  Uno degli insegnamenti di un maestro come Caratelli è stato quello di saper scoprire le potenzialità di ognuno. Non è detto che se un ragazzo è timido sia negato per il basket......anzi... Sta ad un bravo allenatore scoprire le potenzailità nascoste dei giovani.

Come è lo stato della pallacanestro in Italia oggi?

A livello nazionale è il secondo sport dopo il calcio, è uno sport molto fisico però, bisogna essere alti. Il basket secondo me è uno sport popolare ormai. E' nato come uno sport di nicchia ma ormai è per tutti. A Roma, la pallacanestro è nata nei quartieri bene, poi sia grazie agli oratori che allo sviluppo delle palestre si è diffusa nei quartieri anche periferici. Qui, sul nostro territorio è in ripresa, certo come dicevo prima dopo la fine del finanziamento della Bpd e la morte di Angelo Caratelli il polo di Colleferro è finito.

Come sono i ragazzi che giocano a basket?

I ragazzi che alleno io vanno  dai 14 in poi,quindi nell'adolescenza piena e  spesso sono molto motivati. Ma sta molto all'allenatore saperli motivare. In un allenamento però bisogna sapere che non esistono tempi morti. Io vedo che quando entrano in campo si svestono dei loro panni sociali e giocani uniti. Certo, molto spesso, però se i ragazzi non hanno una famiglia dietro che ha interessi per questo sport e li porta nelle varie categorie è difficile che un giovane vada avanti. 

Ci  sono episodi di razzismo nel mondo del basket?

No, sia per il suo legame multietnico sia per la sua nascita e sviluppo nel basket io personalmente nella mia esperienza non ho ricordi di razzismo.

Come sono i tifosi del mondo  del basket?

I tifosi della vecchia generazione sono molto preparati, quelli  delle nuove generazioni  invece  a volte  vengono anche dal calcio e sono meno preparati. A mio parere- per esempio- non mi sembra ci siano  quelle divisioni anche politiche nelle tifoserie come nel mondo del calcio.

Se dovessi fare un augurio per Artena e per chi pratica sport, che augurio le faresti?

Che si possa avere degli impianti all'altezza, seri, per arrivare a sviluppare tutti gli sport. Se ci fosse un impianto adeguato potrei dare certamente una mano. Ma c'è bisogno di serietà.  Artena ha molte potenzialità in questo sport. non saremmo da meno di altre territori come Palestrina, ma abbiamo bisogno di spazi seri. La passione di tante persone meriterebbe questo a mio parere.

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