"DISOCCUPAZIONE GIOVANILE E CERVELLI IN FUGA"

DISOCCUPAZIONE GIOVANILE E CERVELLI IN FUGA


La disoccupazione è una piaga che da sempre ha causato molti problemi alle economie dei vari Stati,ma prendendo in considerazione quella giovanile in Italia negli ultimi anni,i dati si fanno veramente allarmanti. Secondo l'Istat (Istituto nazionale di Statistica) ,infatti, nel primo trimestre 2013 il tasso di disoccupazione tra i giovani nell'intervallo di età che va dai 15 ai 24 anni ha toccato il 41,9%,eguagliando il “record” storico del primo trimestre del 1977.Nello specifico,il tasso di disoccupazione maschile cresce per il sesto trimestre consecutivo portandosi all'11,9%; quello femminile, in aumento per l'ottavo trimestre, sale al 13,9%. Una crescita che investe l'intera penisola: nel Nord l'indicatore passa dal 7,6% del primo trimestre 2012 all'attuale 9,2%; nel Centro dal 9,6% all'11,3%; nel Sud l'indicatore raggiunge il 20,1% dal 17,7% dello scorso anno. La cifra totale dei disoccupati sfonda così il muro dei 3,3 milioni, un dato allarmante soprattutto se confrontato con gli indicatori di medio periodo su crescita e consumi. Questo vuol dire che attualmente in Italia 4 giovani su 10 sono disoccupati. E' evidente che si tratta di un allarme rosso a cui siamo inesorabilmente arrivati che il governo italiano non potrà più ignorare,come purtroppo ha fatto negli ultimi 10-15 anni,concentrandosi più sul mettersi il bastone tra le ruote a vicenda perdendo così di vista i veri problemi che caratterizzano il nostro Paese,ovvero produttività,istruzione e pressione fiscale. Ma quali sono le contromisure che il governo italiano sta attuando per cercare di ridare ai propri giovani un futuro? A fine giugno si svolgerà il Consiglio Europeo a Lisbona,che avrà come punto cardine proprio la lotta alla disoccupazione, e proprio pochi giorni fa il Premier Enrico Letta ha incontrato a Palazzo Chigi il Presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy,in carica dal 2009. In occasione dell'incontro il Premier ha presentato ufficialmente un Piano nazionale contro la disoccupazione giovanile,queste le sue parole “sarà composto da molti interventi che toccano i problemi” e da altre sue dichiarazioni sembra che i temi più caldi siano quelli dell'Istruzione e del Sud Italia.
Il Piano sarà valutato prima del Consiglio Europeo,appunto,così che prima dell'estate sia approvato rendendolo operativo già nel secondo semestre dell'anno. Questa misura è più che mai urgente dato lo scoramento generale che si è via via creato nei più giovani,che si vedono privati del loro futuro e soprattutto delle loro ambizioni,e che ha portato oltretutto ad un aumento enorme di emigranti in cerca di fortuna all'estero (+30% dal 2011 al 2012). I dati ufficiali distribuiti dall' AIRE infatti fotografano un Paese che diventa sempre più povero,soprattutto in termini di risorse umane. Lo scorso anno l'emigrazione dalla nostra amata Penisola è passata dai 60.635 cittadini del 2011 ai circa 79.000 del 2012,interessando prevalentemente la fascia di età tra i 20 ed i 30 anni che nello specifico sono aumentati del 28,3% dando vita così a quella che comunemente viene chiamata “la fuga dei cervelli”. Il 62,4% degli emigrati nel 2012 ha scelto l'Europa come Continente di destinazione, seguita dall'America Meridionale, l'America Settentrionale e Centrale e l'Asia-Africa-Oceania. Per Paesi, la Germania è la prima meta di destinazione (10.520 italiani l'hanno scelta), seguita da Svizzera , Gran Bretagna , Francia , Argentina , USA , Brasile , Spagna , Belgio  ed  Australia .In sintesi questo è lo spaccato di una generazione abbandonata a sé stessa,senza lo straccio di un punto di riferimento. Una generazione che vede ancora lottare i propri genitori per ottenere una pensione,in un Paese che si sta dimostrando incapace di andare avanti e che ,anzi, si sta scavando la fossa da solo.
Sicuramente per il nuovo governo questa è la sfida più difficile da affrontare,la domanda che tutti ci poniamo è se ne sia effettivamente in grado.

Nicola Bracaglia

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