Pierluigi Pizzuti: " Dobbiamo trasmettere gli ideali della sinistra e riavvicinare i giovani all'impegno"

Pierluigi Pizzuti

E' uno tra i più giovani candidati consiglieri al Comune di Valmontone, ha 18 e si dichiara fermamente un militante di sinistra. L'attivismo politico lo accompagna da sempre, lui stesso racconta di avere alle spalle una famiglia forte dei valori della storica sinistra italiana.

Alla domanda perché hai scelto di candidarti, e perché con la Lista civica Libera Valmontone con Alberto Latini, risponde che di fronte ad una Valmontone compromessa nei valori, nell’ambiente, nei rapporti sociali, nei rapporti umani, nella credibilità delle istituzioni, arriva il momento in cui è necessario voltare pagina. Il momento in cui è indispensabile trovare il modo di ripartire. Ripartire dai giovani,per ridisegnare un futuro che ponga di nuovo al centro l’uomo, con i suoi diritti fondamentali che sono il lavoro, la cultura, i servizi, e la natura che lo circonda. “Valmontone – ci dice - non può più permettersi di vanificare le risorse giovanili: nel periodo più bello della loro vita gli viene chiesto di aspettare per avere, una casa, un mutuo, un lavoro, per fare una famiglia, ecco, io mi propongo per impegnarmi a favore della mia città perché vorrei che questi principi fondamentali possano entrare nel consiglio comunale della città di Valmontone che per troppi anni ha dimenticato le politiche sociali”.

Pierluigi è possibile secondo te, parlare di una Sinistra a Valmontone?

Parlare di associazionismo politico di sinistra a Valmontone ad oggi non è del tutto appropriato. L'idea di collettività, di unione di idee è venuto a disgregarsi a causa degli interessi personalistici, specialmente negli ultimi anni tanto che molti giovani si sono allontanati dalla sfera politica. Questo mi porta a spiegare il motivo per il quale da circa un anno sono entrato nei Giovani Democratici: sono convinto che l'associazionismo politico, specialmente se giovanile, sia un mezzo fondamentale per unirsi e collaborare con idee e progetti comuni nell'ambito territoriale, educare alla collettività, sradicare definitivamente l'idea che possa esistere una gerarchia sociale e che i più deboli debbano essere considerati gli ultimi: ecco, l'associazionismo di sinistra non deve dimenticare la sua parte più vera, quella vicina al disagio sociale.

Quali sono i progetti che tu e la tua lista avete preso come punti cardine del vostro programma elettorale?

Vorrei innanzitutto fare una premessa: il programma della Lista è un programma che tutti i candidati si sono impegnati a stilare in quanto non crediamo nella personalizzazione ma nel collettivismo.

La macchina amministrativa valmontonese negli ultimi 20 anni non ha fatto altro che sperperare: lo stato sociale dei cittadini valmontonesi non esiste, non esistono

più aiuti alle famiglie, non esistono contributi minimi e spesso entrando in casa della gente mi accorgo che mancano addirittura i servizi primari. Ebbene l'impegno mio e della Lista sarà innanzitutto il bene della comunità: abbiamo come priorità il controllo e il taglio dei costi comunali (il Bilancio comunale vede 12 milioni di debito). La soluzione a tale situazione sarà redistribuire le risorse economiche del comune per il rilancio culturale (attraverso l'aumento di fondi alle scuole e attraverso l'interazione scuola-territorio; attraverso la rivalutazione del centro storico, che deve tornare ad essere un centro di aggregazione, e ,del Palazzo Doria Pamphilj; creare nuovi punti di riferimento culturali come la biblioteca, cineteatro; creare spazi per le associazioni culturali); per l'attenzione verso il sociale, perché non possono esistere cittadini di serie A e di serie B, perché ci deve essere rispetto e attenzione verso i disabili e le loro famiglie e perché si deve tornare ad interpretare il bisogno di lavoro: il comune dove farsi tramite delle richieste tra impresa e cittadino. Inoltre penso sia necessario riprendere i locali confiscati dalla mafia ed utilizzarli per fini sociali.

Cosa pensi dello sviluppo della città basato sul Polo Turistico Integrato, sei d'accordo con questo modello di sviluppo o ne immagina un altro?

Ritengo che il comune ed il Polo turistico integrato debbano lavorare sinergicamente: esso può essere sicuramente una risorsa per il comune e non solo causa di problemi come viabilità, inquinamento , traffico e così via. Va però sottolineato che questa risorsa per essere tale deve esserlo per tutta la comunità e non per “pochi”!

Alla domanda se possano esistere alternative, assolutamente si: riqualificando zone che fino a poco tempo fa erano considerate il cuore di Valmontone, potremmo sperare in un nuovo sviluppo commerciale ed economico sfruttando le bellezze locali e lo sviluppo di economie sociali per il settore recettivo; sui terreni valmontonesi non utilizzati si potrebbe pensare a sviluppare finalmente il settore primario con agricolture biologiche e agronomia, non dimentichiamoci che oggi i bambini dell'asilo ad esempio, devono cambiare paese se le maestre vogliono portarli a vedere una fattoria per fargli conoscere gli animali (non dimentichiamoci che la pastorizia era non troppo tempo fa frutto dell'economia valmontonese!).

Molto spesso sui nostri territori i giovani invece di unirsi si dividono. Non sempre si hanno gli stessi obiettivi e la stessa visione della società e quindi non sempre è sbagliato che si abbiano strade diverse. Abbiamo letto su quotidiani on line della spaccatura all’interno dei giovani democratici di Valmontone alla vigilia di queste elezioni. Senza entrare nel merito delle ragioni e dei torti dell’una o dell’ altra parte è evidente che dividersi significa indebolirsi in questo caso. Pensi che si potrà lavorare in futuro per ricomporre i dissidi?

Al di là delle elezioni amministrative e delle ragioni per cui ci siamo divisi, il progetto portato avanti dai Giovani Democratici deve proseguire e dobbiamo continuare ad essere una realtà positiva all'interno di questa città. Non dobbiamo ripartire da quello che abbiamo lasciato (facendo un'escursione più ampia a livello nazionale c'è tanto da ricostruire), ma piuttosto, dobbiamo ricominciare ponendo nuove basi di lavoro per avvicinare i giovani all'impegno politico, tornando a trasmettere gli ideali della sinistra che ci contraddistinguono!

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