Susanna Marietti: “Con Alemanno welfare cittadino azzerato. Ora Roma torni alla solidarietà”


Con l'approssimarsi delle elezioni amministrative in alcune importanti realtà territoriali, abbiamo fatto un piccolo viaggio sia a Roma che a Valmontone.  Questo è il primo pezzo.

Susanna Marietti: “Con Alemanno welfare cittadino azzerato. Ora Roma torni alla solidarietà”

Intervista a Susanna Marietti, coordinatrice nazionale di Antigone, candidata indipendente nelle liste di Sinistra Ecologia e Libertà al Comune di Roma

Susanna Marietti è coordinatrice nazionale dell’associazione Antigone, impegnata sui temi della giustizia, dei diritti umani, delle carceri. È anche candidata indipendente nelle liste di Sinistra Ecologia e Libertà al Comune di Roma. L’abbiamo incontrata.

Ci spieghi il senso di questo impegno?

Ho ricevuto la proposta di candidatura a pochi giorni dalla chiusura delle liste. Ci ho riflettuto e ho deciso di accettare, nonostante avessi all’inizio molte perplessità. Io non sono mai stata candidata a nulla. Sono stata sempre un’osservatrice critica dello scenario politico e della sinistra italiana. Uno scenario che osservavo da almeno due punti di vista privilegiati, quello della mia associazione, con la quale collaboro da più di quindici anni, e quello della radio, visto che conduco un paio di trasmissioni su Radio Popolare, di cui una ‘musical-carceraria’ e una di informazione politica. Beh, a me era evidente come le forze politiche si fossero chiuse al proprio interno in modo autistico. Il linguaggio di destra e sinistra, ad esempio sui temi della sicurezza, si andava pericolosamente a somigliare. Negli anni scorsi tutti a parlare di tolleranza zero nei confronti di poveri, lavavetri, tossicodipendenti e immigrati. Poi è arrivata la doccia fredda delle elezioni e la successiva gestione dell’elezione del capo dello Stato e del Governo autocratica, suicida e democristiana del Pd. Quando mi hanno proposto di candidarmi come indipendente, forte era la tentazione di starne fuori. Ho però pensato che forse poteva essere un’occasione per parlare di galere, droghe, rom, welfare in una campagna elettorale altrimenti poco politica e poco sociale. Lo sto facendo e vedo che molti si riconoscono in questi temi, dopo il buio e la deriva populistica penale di Alemanno.

Cosa può fare un Comune sui temi di cui tu ti occupi?

Antigone è promotrice in queste settimane di una campagna per tre proposte di legge di iniziativa popolare (www.3leggi.it) dirette a introdurre il delitto di tortura nel codice penale, alla modifica della legge liberticida sulle droghe, al ritorno alla legalità costituzionale nelle carceri, afflitte da un sovraffollamento drammatico. Siamo a ventimila firme. Ce ne vogliono cinquantamila. Che c’entra un Comune? Le politiche ‘antisociali’ di Alemanno hanno portato masse di emarginati fuori dai confini del welfare. Li hanno condotti verso vite di strada, verso l’illegalità. Ho visto personalmente vigili rincorrere venditori ambulanti di colore per denunciarli. Una grande tristezza. Ho anche seguito la politiche sulle droghe di Alemanno. Ha cacciato tutte le realtà storiche che si occupavano di riduzione del danno, perché non erano composte dagli amici dei suoi amici. Ho anche visto nominare a garante dei detenuti un poliziotto penitenziario. Era troppo persino per il Ministero della Giustizia che lo ha sollecitato a dimettersi.

Infine, che significa essere donna in un’elezione dove bisogna prendere le preferenze?

È difficilissimo perché i tempi della vita politica sono tutti declinati al maschile. Riunioni serali fiume, ritardi endemici, vite private messe al bando. Io ho tre figli piccoli e rivendico il mio ruolo di madre presente nella loro vita. Allora, non solo per le donne, ma per tutti, anche per gli uomini, rivediamo i tempi della politica, facciamo come in Finlandia dove alle cinque di pomeriggio finisce la vita lavorativa e scolastica, insieme, così le famiglie possono crescere insieme.

Nei giorni scorsi hai avuto riconoscimenti importanti, da Erri De Luca a Ilaria Cucchi a molti nomi del mondo del sindacato, delle associazioni, dei diritti umani, che ti hanno fatto auguri pubblici per la tua avventura elettorale, auspicando una figura come la tua, da sempre nei luoghi del bisogno, al Consiglio Comunale di Roma. Cosa hai provato?

Gioia, commozione. Erri è un amico ventennale, insieme guidavamo convogli di camion per portare aiuti alla Bosnia devastata dalla guerra. Il mio affetto per lui è sterminato e le sue parole mi hanno riscaldato l’anima. Ilaria è una donna che, assieme alla sua famiglia, ha reso un grande servigio a questo Paese. È grazie a lei, alla sua battaglia sempre composta e decisa affinché si faccia giustizia per suo fratello Stefano, che oggi raccogliamo ventimila firme in poche ore per introdurre il reato di tortura in Italia. Le persone hanno toccato con mano la drammatica ingiustizia delle istituzioni, Ilaria ha saputo farla conoscere, squarciare il velo dell’omertà che ha sempre avvolto questi episodi. E poi tutti gli altri – cito tra tutti Mauro Palma, che si occupa di diritti umani dal Consiglio d’Europa e che considero su tante cose il mio maestro – che si sono espressi in mio favore e mi hanno fatto sentire che questi anni di impegno hanno avuto un grande senso.

 

Giulia Pandolfi

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