Fausto Bertinotti e il suo "Chi comanda qui? Come e perché si è smarrito il ruolo della Costituzione"

Eccezionalmente, nella sala Consigliare del Comune di Artena, si è svolto l’incontro con
l’Onorevole Fausto Bertinotti; evento voluto ed organizzato dal Presidente del circolo Arci: Mino
Massimei.
Insieme a lui sono intervenuti: Luigi Nieri, capogruppo per la Regione Lazio, di SEL e fondatore
del giornale online “LINKONTRO.INFO”; Giuseppe Cappucci, segretario generale di CDLT-CGIL e,
in rappresentanza dell’ amministrazione locale, il vice-sindaco Alberto Riccitelli, i quali prendono
la parola introducendo i temi principali del libro che, l’ex-presidente della Camera dei deputati, è

venuto a presentare: “ Chi comanda qui? Come e perché si è smarrito il ruolo della costituzione”.
Partendo proprio da questa domanda, l’onorevole da il via ad una discussione che verte proprio
sul tema della crisi politica, economica e su quanto queste due siano correlate; infatti, ci fa
notare, quanto, oggi, il potere politico sia sottomesso a quello economico e quanto questo riesca
ad influire, attraverso le banche e le leggi di mercato, sul governo di un Paese. Ma non è sempre
stato così, c’è stato in Italia un esempio di buona politica ed è quello lasciatoci in eredità dagli
uomini e le donne che si prodigarono a scrivere la nostra Costituzione.
Si è partiti analizzando il primo articolo, che tutti conosciamo: “L’Italia è una Repubblica
democratica, fondata sul lavoro…”; ma alla luce dei fatti odierni è ancora così o, come fa notare il
nostro ospite, si potrebbe meglio dire che: “L’Italia è una Repubblica, poco democratica e fondata
sull’economia...”? e quando e come è successo questo cambiamento? Due semplici parole fa
riecheggiare tra l’auditorio: “parità di bilancio”, principio di cui i governi sembrano ossessionati
solo adesso; principio imposto da un potere più alto; questo “alto” che, geograficamente, si
trova a Bruxelles ma che economicamente sta nella BCE. Così abbiamo accantonato, cambiato
un principio base della costituzione per perseguire un fine che va a discapito del lavoro e di
conseguenza dei cittadine dei lavoratori nel nome di chi? Della moneta unica.
Sembrerebbe, addirittura, inutile opporsi a ciò perché, come ci fa notare l’Onorevole, si fa la fine
del gatto, ovvero: della Grecia; dove un governo dubbioso su alcune direttive, volute dall’UE,
viene rimpiazzato. Rimpiazzato con chi? Da tecnici e banchieri.
Ecco che si torna alla domanda posta dall’opera: “chi comanda qui?...”
La soluzione, a detta dell’illustre autore, sarebbe: una politica che torni al potere, pensando
al benessere del Paese e non a quello della moneta, che prenda le distanze dalle logiche di
mercato e dai poteri bancari.
A tutti è chiaro chi è che comanda; ma quando nel ‘48 si redigeva la costituzione non lo si faceva
pensando di salvaguardare il potere economico di uno Stato o di una moneta, ma lo si faceva
pensando al benessere del Paese e quindi, pensando di tutelare i diritti dei suoi cittadini, uno su
tutti: il diritto al lavoro che, oggi, viene pesantemente messo in secondo piano.
Ecco che riscoprire la Costituzione potrebbe aiutare i nostri politici a traghettare l’Italia fuori, non
solo dalla crisi economica ma, anche, da quella politica.
La serata si conclude con le consuete domande da parte del pubblico che si spostano sul
tema delle primarie e sul futuro della stessa sinistra le cui risposte si possono riassumere
con: la necessità di riconquistare, prima, un identità politica per, poi, puntare alla riconquista
dell’elettorato.

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